Netrebko si vendica: “La Gioconda” a Salisburgo…

Applausi e pose per “La Gioconda” con Anna Netrepko a Salisburgo: il direttore Antonio Pappano conferma la passione per la regia, ma non c'è dubbio quanto sia difficile oggi interpretare le lacrime romantiche di Poncelli.

Le voci tacciono in due delle scene più inquietanti. E: sì, questo non è un buon segno. La prima di queste scene la sperimentiamo molto presto. I suoni elegiaci del violoncello lasciano presto il posto a una rivelazione drammatica, scandita da legni imploranti – e una melodia beata, circondata dall’arpa, percorre la partitura, promettendo un futuro migliore che può essere raggiunto solo con la riabilitazione. In questi minuti, il direttore Antonio Pappano e l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia realizzano già con il necessario significato romantico, che una madre manda in riga la figlia, ancora mezza bambina.

E così, ci dice il regista Oliver Myers, la giovinezza di Gioconda è una felicità. La melodia è stata utilizzata ripetutamente nel cinema e in televisione, nella pubblicità e nel pop (più recentemente dal rapper Crack Ignaz), nella seconda di queste scene speciali e nella terza scena, “Dance of the Hours”. Ora impariamo di più sul retroscena della storia diventata balletto di Lucy Burke: una bambina felice balla con i suoi genitori in un mondo ideale, ma poi il padre muore – e tutto prende una svolta già familiare e terribile. Il tempo viene ironicamente indicato con piroette in tutù.

Al culmine di questa rappresentazione all'Alvis Festival, Anna Netrepko, nei panni di Giogonda, lancia inaspettatamente un pugnale nello stomaco della padrona di casa – e poiché l'omicidio non è nel libretto, nella Sala Grande del Festival si scatenano fischi spontanei. Alla fine non si uccide, ma si identifica solo con Barnaba, che l'ha molestata, che ha abusato di lei da bambina, o con uomini di questo tipo, e così si vendica in nome di tutte le donne. Gioconda funge anche da Tosca, la donna forte che supera la violenza maschile: Philipp Furhofer, nel suo svantaggio acustico, si adatta meglio alla Venezia contemporanea che tradurre il processo in uno scenario di mafia.

READ  L'HC Bozen gioca la sua prima partita a Salisburgo

Ordine sbilanciato: alcuni vorrebbero averli ascoltati ieri, altri solo domani

Ulteriori informazioni su questi argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *